OTTONI

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Tromba

La tromba è uno strumento musicale appartenente alla famiglia degli ottoni. Tra gli ottoni è quello che suona nella parte più acuta del registro. Il musicista che suona la tromba è chiamato trombettista.

Uno strumento dell’antichità, che presenta notevoli somiglianze con la tromba, fu rinvenuto in Egitto, ed era impiegato prevalentemente per scopi militari. Un’antenata della tromba è la tuba, strumento a fiato usato dai Romani per impartire ordini alle milizie. Realizzata in bronzo e senza pistoni, nelle forme primitive era costituita da un tubo dritto, poco agevole durante il trasporto e l’esecuzione. Le diverse note suonate potevano indicare diversi comandi che le truppe dovevano eseguire. Nelle versioni successive il tubo venne ripiegato su sé stesso, ottenendo uno strumento notevolmente meno ingombrante e dunque più facilmente trasportabile. Dopo diversi tentativi di estendere la gamma di note emesse, e molti celebri fallimenti, nel 1813 furono applicati i pistoni, che consentirono finalmente di eseguire sullo strumento l’intera scala cromatica, fino al limite fisico di circa tre ottave. La tromba è ritenuta uno fra i più “difficili” strumenti da suonare in quanto, molte volte, varie cause (condensa nel canneggio, basse temperature, piccoli spostamenti delle labbra, ecc.) concorrono a far sì che l’esecutore possa “scroccare” ossia sporcare gli attacchi di certe note, specialmente quelle acute.


BOCCHINO
Il bocchino è quella parte degli strumenti musicali a fiato del gruppo degli ottoni che viene a contatto diretto con le labbra. Per altri strumenti a fiato si parla invece di imboccatura. Il suono viene generato per vibrazione di entrambe le labbra sul bocchino e per questo motivo gli ottoni e gli strumenti in cui il suono è emesso dalla vibrazione delle labbra vengono definiti anche strumenti ad ancia labiale. Il trombettista può scegliere la nota da emettere, modificando la pressione del flusso dell’aria immessa. I pistoni permettono di modificare il percorso dell’aria nello strumento, alterandone la lunghezza e quindi variando l’altezza del suono ottenuta. Con i soli tre pistoni della tromba in Sib, un trombettista può suonare la scala cromatica per più di tre ottave.

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TROMBONE

Il trombone è uno strumento musicale aerofono della famiglia degli ottoni. Nella versione moderna e più comune è noto come trombone a tiro o trombone a coulisse ed è caratterizzato da una pompa mobile (il “tiro” appunto, o “coulisse” in francese, “slide” in inglese) a forma di U che unisce due tubi paralleli ed è in questo modo allungabile modificando la lunghezza del percorso dell’aria e di conseguenza l’intonazione.

Esiste anche il trombone a pistoni che è strutturato sul medesimo principio della tromba. L’estensione dello strumento può essere definita medio-grave. Il trombone, come tutti gli strumenti ad ottone, è uno strumento ad ancia labiale, poiché la parte che mette l’aria in vibrazione è formata dalle labbra dell’esecutore. La vibrazione viene trasmessa alla colonna d’aria dello strumento, come per gli altri ottoni tramite il bocchino (creare link). Il musicista che suona il trombone è chiamato trombonista. Le prime notizie del trombone risalgono alla seconda metà del XV secolo, quando venne raffigurato nel dipinto del pittore pratese Filippino Lippi L’assunzione della Vergine (affreschi in Santa Maria sopra Minerva a Roma) ed anche in un’opera del Perugino conservata all’Escorial vicino a Madrid. Lo strumento aveva già l’aspetto del trombone moderno, ma la conicità dei canneggi era meno accentuata, e la campana era molto piccola rispetto allo strumento moderno, con una svasatura quasi assente.

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Corno francese

Il corno è uno strumento musicale a fiato che fa parte degli aerofoni e della sottofamiglia degli ottoni con canneggio conico. Viene anche chiamato corno francese anche se non ne è chiaro il motivo considerando che l’antenato dello strumento moderno, il corno naturale, non ha avuto chiare origini nel paese transalpino, ma ha subito un’evoluzione un po’ generalizzata in tutta Europa e veniva utilizzato prima come segnale di richiamo nelle battute di caccia e introdotto poi come strumento stabile nell’orchestra. Il corno è lo strumento a fiato con la più ampia estensione di registro, sono infatti possibili, potenzialmente, 5 ottave piene.

Il corno, nella versione moderna più comune, realizzato in Europa nel XIX secolo, presenta un canneggio conico (anche se nella parte iniziale è parzialmente cilindrico) lungo 3,894 m, avvolto a spirale e terminante in una campana molto svasata. La piccola imboccatura ha una sezione conica, contrariamente agli ottoni di tipo cilindrico (tromba, trombone, etc.) che utilizzano bocchini con sezione a tazza. I corni odierni hanno il bocchino separabile dal corpo dello strumento, in modo che ogni strumentista possa scegliere il modello di imboccatura che più gli aggrada. Il suono viene prodotto grazie alla vibrazione delle labbra appoggiate sull’imboccatura, così come avviene negli altri ottoni. Lo strumento antico, chiamato corno naturale, era senza valvole. I corni moderni possiedono una “macchina” con almeno tre valvole, azionate con la mano sinistra, che deviano l’aria in tubature aggiuntive e permettono di produrre tutte le altezze cromatiche. Molti corni possiedono valvole rotative azionate da leve ma alcuni, come il corno viennese, usano pistoni simili a quelli della tromba.

In orchestra viene utilizzato come strumento sia melodico (con tanti spunti solistici) che armonico, grazie al suo particolare timbro che “lega” molto bene con gli altri suoni e può anche emergere facilmente; molti compositori dei periodi barocco, classico e romantico hanno dato importanti ruoli a questo strumento dal suono evocativo in campo sinfonico, cameristico ed operistico. Strumento “versatile”, i compositori lo hanno trattato in alcune occasioni come fosse uno strumento appartenente al gruppo dei legni, grazie alle sue molteplici qualità timbriche e sonore. I musicisti che suonano il corno sono chiamati cornisti. La mano destra sorregge lo strumento ma può, cambiando di posizione, correggere l’intonazione, scurire il suono, ottenere l’effetto dello stoppato o della sordina (chiudendo la campana).  L’inserimento della mano nella campana modifica la lunghezza della colonna d’aria. L’effetto sordina rende il timbro molto particolare, nasale e ovattato, e può essere ottenuto anche con sordine di legno o di metallo da inserire nella campana.

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Basso Tuba

Strumento tipico delle bande militari, da fine Ottocento è anche uno dei componenti tradizionali dell’orchestra classica, nella quale viene utilizzato per i suoni più gravi. Il canneggio a sezione conica gli conferisce un timbro ricco e pieno, dalle sonorità calde. Il basso tuba è nato nel 1835, quando il direttore di una banda di Berlino ordinò una ‘tuba bassa’ al costruttore di strumenti musicali J.G. Moritz. Subito dopo in Boemia fu creato un altro tipo di tuba, con una campana più svasata e valvole rotative, anziché a pistone, che davano allo strumento un timbro più caldo e consono al suono dell’orchestra. 

Wagner fu il primo grande compositore che riconobbe le potenzialità melodiche del basso tuba. Il basso tuba si è guadagnato una dignità classica grazie agli apprezzati virtuosismi dell’americano William Bell, il terzo musicista che Toscanini chiamò a far parte della sua nuova orchestra sinfonica della NBC nel 1937. 

Il basso tuba è il più grande degli strumenti a fiato. Un buon suonatore di tuba, considerato lo strumento utilizzato, di grosse dimensioni necessita di precise doti fisiche, quali una buona corporatura (utile per trasportare lo strumento durante manifestazioni o parate) e un buon fiato, in quanto richiesto dalla tipologia di strumento. Generalmente il suonatore di tuba in banda o in orchestra esegue le parti di accompagnamento. Esistono comunque numerosi pezzi per tuba solista, suonati da musicisti di fama internazionale.

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