Il percorso del suono

Dalla fonte sonora alla sensazione psicoacustica, che nasce dentro di noi, definita “suono”.

Ascoltiamo il concerto per chitarra classica di Ana Vidovic

Le corde della chitarra vengono pizzicate e quindi messe in vibrazione, in questo caso la chitarra costituisce la fonte sonora.

Il movimento delle corde della chitarra genera l’onda sonora.

L’onda sonora è una perturbazione che si propaga attraverso l’aria alla velocità di 340 m/s. (alla temperatura di 20 gradi °C) per mezzo di compressioni e successive rarefazioni delle molecole dell’aria senza che queste vengano spostate in modo permanentemente. L’onda sonora non causa uno spostamento dell’aria, ma ogni particella interessata dall’onda sonora oscilla attorno a una posizione fissa.

Le onde sonore possono viaggiare e trasferire energia da un punto all’altro.

fig. 1 – sinusoide

La vibrazione di un corpo elastico può essere rappresentata per mezzo di un grafico con una curva

chiamata sinusoide.

Il periodo T (ovvero la distanza tra due punti in fase del grafico, come per esempio due creste) è il tempo impiegato dalla particella per tornare nello stesso punto dopo aver cominciato lo spostamento, ed indica la durata complessiva dell’oscillazione.

Per cresta si intende il punto più alto della curva del sinusoide.

Per periodo intendiamo, quindi, il tempo impiegato dal corpo vibrante per compiere una vibrazione completa. Dal numero di periodi formati in un secondo si ottiene la frequenza, misurata in Hertz, che indica il numero d’oscillazioni compiute dalla particella in un secondo, la frequenza dell’onda sonora determina l’altezza del suono.

Frequenza: numero di vibrazioni che il corpo compie in una unità di

tempo (solitamente il secondo).

La distanza dalla cresta all’asse delle ascisse (t) indica, invece, l’ampiezza del movimento; in altre parole è la distanza massima percorsa dalla particella dalla sua posizione di riposo durante l’oscillazione.

Dall’ampiezza dell’onda sonora otteniamo l’intensità, intesa come pressione esercitata dall’onda  stessa su una superficie. Tanto più sarà estesa l’ampiezza, tanto maggiore sarà la pressione esercitata sulle particelle vicine e dunque pure la forza esercitata contro un ostacolo (che potrebbe essere rappresentato dal nostro corpo ed in particolare dal nostro timpano).

RICAPITOLANDO

  1. L’onda sonora prodotta dalla vibrazione delle corde della chitarra con la propria ampiezza, frequenza e timbro (di cui si parlerà nella sezione caratteri del suono) raggiunge, alla velocità di 340 m/s, il nostro padiglione auricolare
  2. Il padiglione auricolare permette di posizionare nello spazio la fonte sonora e convoglia l’onda sonora nel condotto uditivo
  3. Il timpano che divide l’orecchio esterno dall’orecchio medio, quando viene raggiunto da vibrazioni con una frequenza compresa tra 20 Hertz e 20.000 Hertz si mette in movimento e vibra con il suono
  4. La catena di ossicini situati nell’orecchio medio, chiamati martello, incudine e staffa, a seguito del movimento del timpano (trasmesso al martello) si mettono a loro volta in movimento e riescono ad amplificare le vibrazioni
  5. La coclea situata nell’orecchio interno viene messa in movimento dalla staffa, muovendosi fa oscillare il liquido gelatinoso (endolinfa) contenuto al suo interno. Il movimento della coclea, e del suo liquido, stimola delle terminazioni nervose chiamate cellule ciliate
  6. Le cellule ciliate stimolate dal movimento dell’endolinfa generano segnali neurali che vengono condotti dal nervo acustico fino al cervello.  Le cellule ciliate ad un’estremità della coclea inviano informazioni riguardanti i suoni gravi, quelle all’estremità opposta inviano informazioni riguardanti i suoni acuti
  7. Il cervello decodifica i segnali neurali che lo raggiungono e al suo interno, quindi dentro di noi, nasce la sensazione psicoacustica chiamata suono

Quindi il suono, la musica come vengono da noi percepiti, non esistono nello spazio esterno ma solo dentro di noi.

Nello spazio esterno esistono i fenomeni fisici relativi alla vibrazione del suono,

ma non il suono per come lo percepiamo e quindi la musica.

La musica nasce nella nostra psiche e pertanto è soggetta alle nostre percezioni ed emozioni.

LA SORDITÀ

Alcune persone non riescono a sentire bene o non sentono nulla. Vi sono individui non udenti dalla nascita; in altri la capacità di udire si perde in seguito a malattie o incidenti. Esistono diversi tipi e gradi di sordità. Per consentire alle persone sorde di comunicare si è sviluppato un linguaggio fatto di gesti con le mani: il linguaggio dei segni. Ci sono anche degli apparecchi, le audioprotesi, che migliorano in alcuni casi la capacità di udire; per altri non esistono possibilità.

 La sordità isola dal mondo; per questo è importante aiutare i non udenti a integrarsi nella società.

RISORSE PER LA SCUOLA